LA SETTIMA ONDA (1994)

Titolo: La settima onda

Anno: 1994

Casa discografica: CGD

Tipo: Inedito

Valutazione personale (da 1 a 5):  1/2

 

I Nomadi:

Beppe Carletti - Tastiere
Cico Falzone
- Chitarre
Daniele Campani
- Batteria
Elisa Minari
- Basso
Francesco Gualerzi
- Voce e strumenti a fiato
Danilo Sacco
- Voce e chitarra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le canzoni:

- La settima onda (Carletti - Veroli - Taurian)
- Guai se... (Carletti - Veroli - Taurian)
- Donna (Carletti - Veroli - Toffoli)
- Ladro di sogni (Carletti - Veroli - Taurian)
- Sassofrasso (Carletti - Veroli - Rossi)
- In favelas (Carletti - Veroli - Petrucci)
- Vivo forte (Carletti - Veroli - Taurian)
- Un ricordo (Carletti - Veroli - Rossi)
- Le poesie di Enrico (Carletti - Veroli - Taurian)
- Il musicista (Carletti - Veroli - Longo)

 

Recensione (in attesa della completa): Comincia con "La settima onda" il nuovo ciclo dei Nomadi. Una rinascita per certi versi insperata ma, fortunatamente, avvenuta alla grande.

Di sicuro avr fatto un certo effetto sentire, per gli allora fans dei Nomadi, canzoni del gruppo cantate da una voce diversa da quella familiare e inimitabile di Augusto. Le nuove voci di Danilo e Francesco sono per fortuna diversissime dallo stile di quella di Augusto, e quindi il paragone non si presenta assolutamente.

Il disco appena sufficiente, di certo molto inferiore a quello dei precedenti ultimi album, ma contenente buone canzoni come "La settima onda", "In favelas" e "Vivo forte", a mio parere bellissima, la migliore dell'album, addirittura migliorata successivamente nella raccolta "Nomadi 40".

"Guai se..." molto particolare nella musica e nel catastrofico testa, e va senz'altro ascoltata. "Donna", dai suoni medievali, e "Il musicista", bella canzone denuncia, sono ottimi pezzi. "Sassofrasso" a mio parere una buona canzone, ma carente, molto, per quanto riguarda il testo... in alcuni punti con una metrica purtroppo imbarazzante. Peccato...

Canzoni come "Ladro di sogni", "Un ricordo" e "Le poesie di Enrico" fanno purtroppo perdere inevitabilmente punti al lavoro, nel resto di certo da non buttare.

 

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