GENTE COME NOI (1991)

Titolo: Gente come noi

Anno: 1991

Casa discografica: CGD

Tipo: Inedito

Valutazione personale (da 1 a 5): 

I Nomadi:

Augusto Daolio - Voce
Beppe Carletti
- Tastiere
Dante Pergreffi
- Basso
Cico Falzone
- Chitarre
Daniele Campani
- Batteria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le canzoni:

- Gli aironi neri (Carletti - Veroli - Daolio)
- Il serpente piumato (Cortesi)
- Ricordati di Chico (Cortesi)
- Dammi un bacio (Carletti - Veroli - Daolio)
- C'è un re (Carletti - Veroli - Daolio)
- Salutami le stelle (Carletti - Veroli - Milanesi - Daolio)
- Uno come noi (Cortesi)
- Ma noi no! (Carletti - Veroli - Daolio)
- Ma che film la vita (Carletti - Veroli - Daolio)
- Colpa della luna (Carletti - Veroli - Daolio)
- Cammina, cammina (Carletti - Veroli - Daolio)

 

Recensione (in attesa della completa): Insieme a "Una storia da raccontare", questo è il capolavoro dei Nomadi. Uscito anche tra "I Miti Musica" di Sorrisi e Canzoni TV, "Gente come noi" è un album che va promosso in pieno, in tutte le canzoni, perché ascoltarlo è sempre un piacere.

La nuova formazione con Augusto, Beppe, Dante, Cico e Daniele si riconferma alla grande dopo il già ottimo "Solo Nomadi", con questo album contenente una canzone più bella dell'altra.

Basta già l'apripista, "Gli aironi neri", diventata col tempo una canzone "mitica" nel repertorio nomade, per far intendere il valore del disco. Inutile sarebbe stare qui a descrivere pezzo per pezzo, perché di certo non si troverebbero difetti (a parte forse l'arrangiamento di alcuni brani, ma si sa che portandoli in giro dal vivo migliorano sempre), solo pregi e canzoni eccezionali. Ma qualche citazione è d'obbligo: "Il serpente piumato", per esempio, pezzo già bello nel disco ma che riproposta dal vivo ne acquista tantissimo, affronta il tema droga in tutta la sua spietatezza. Acquistano valore suonati dal vivo altri grandissimi pezzi, senza bisogno di presentazioni, come "C'è un re", lettera simbolicamente indirizzata ad un qualsiasi capo di Stato che spedisce soldati in ogni angolo del mondo, cullandosi nella calda sicurezza del suo potere, e dalla musica molto in linea con il senso della canzone (batteria martellante); "Ma che film la vita", che sembra quasi profeticamente un ultimo ringraziamento alla vita scritto da Augusto; e "Ricordati di Chico", che ci va a raccontare la storia di Chico Mendez. Troviamo in quest'album anche la "bandiera" dei Nomadi, "Ma noi no!", un vero e proprio manifesto del gruppo.

"Dammi un bacio" è dedicata al pittore di Gualtieri Antonio Ligabue, e nell'album la troviamo in dialetto reggiano. È l'unica canzone del gruppo cantata in dialetto, uscita anche in una versione in italiano difficilmente reperibile. Che dire ancora dell'altro splendido pezzo che ci ha regalato Cortesi (in quest'album già autore di "Ricordati di Chico" e "Il serpente piumato"), e cioè "Uno come noi"? La canzone, molto intensa, cita il noto episodio di Piazza Tienanmen.

A chiudere quest'album capolavoro canzoni niente male, e da ascoltare assolutamente come "Salutami le stelle" (che, pensate un po', fu scartata da Sanremo...), altro testo ahimè quasi profetico; "Colpa della luna" e "Cammina, cammina". Album quindi da ascoltare e riascoltare, pieno di ottima musica e grandi testi, pieno di tutto lo spirito che i Nomadi negli anni hanno saputo tirar fuori, regalandoci grandi canzoni.

Se i Nomadi con questo album affermano di essere "Gente come noi", dobbiamo semplicemente essere fieri di essere gente come i Nomadi.

 

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