PER QUANDO NOI NON CI SAREMO (1967)

Titolo: Per quando noi non ci saremo

Anno: 1967

Casa discografica: EMI

Tipo: Inedito

Valutazione personale (da 1 a 5):

 

I Nomadi:

Augusto Daolio - Voce
Beppe Carletti
- Tastiere
Franco Midili
- Chitarre
Gianni Coron
- Basso
Bila Copellini
- Batteria

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Le canzoni:

- Per quando noi non ci saremo (Carletti - Tagliazucchi - Guccini)
- Come potete giudicar (Bono - Verona)
- Spegni quella luce (Pontiack - Verona)
- Quattro lire e noi (Marriot - Lane - Pallavicini)
- Ti voglio (Dylan - Calabrese)
- Noi non ci saremo (Pontiack - Verona)
- Per fare un uomo (Guccini)
- Ma piano (Per non svegliarmi) (Meccia)
- Il disgelo (Guccini)
- Baradukà (Tagliazucchi)
- Noi (Pontiack - Verona)
- Dio è morto (Guccini)

 

Recensione (in attesa della completa): Come si dice, chi ben comincia è a metà dell'opera... e i Nomadi cominciano alla grande, con un album che è, e rimarrà, sicuramente come uno dei migliori lavori dell'epoca.
Parliamo del 1967, in piena era beat, e i riferimenti, anche marcati, al beat, in questo album proprio non mancano.
Chi ha conosciuto i Nomadi negli ultimi anni, quindi, ascoltando questo lavoro, come anche il successivo, troverà dei Nomadi molto diversi da quelli attuali, con la voce di Augusto talmente giovane che si stenta quasi a ricollegarla a quella magica degli ultimi anni.
Il suono ovviamente non è dei migliori; è il primo album del gruppo, ma nei contenuti il disco è molto buono.
Cominciamo col dire che in "Per quando noi non ci saremo" è contenuta una delle canzoni simbolo di quel periodo, e che fu anche il simbolo proprio dei Nomadi. Stiamo parlando di
"Come potete giudicar", pietra miliare ormai nel repertorio Nomadi.
Forte in questo lavoro la collaborazione con Francesco Guccini; e si sente. È qui che troviamo canzoni ormai mitiche come la pluricensurata
"Dio è morto", la catastrofica "Noi non ci saremo", la ballata "Per fare un uomo"; e ancora "Noi", "Il disgelo". Ma parliamo proprio di "Dio è morto", che fu censurata dalla RAI ma trasmessa da Radio Vaticano: i casi (assurdi) della vita... e dell'assurdità della censura, che troppe volte si fermava al titolo, ignorando il vero contenuto del pezzo. 
In alcune delle canzoni scritte da Guccini, tra gli autori non troviamo nemmeno il nome "Guccini", ma soltanto perché all'epoca ancora non iscritto alla SIAE.
In questo album troviamo anche la presenza di covers (delle quali i Nomadi continueranno ad usufruire fino al 1973 con l'album "Un giorno insieme") come la non entusiasmante
"Quattro lire e noi", "Ti voglio" (dall'originale "I Want You" di Bob Dylan, non una delle più famose) e la sopra citata "Come potete giudicar".
La tiltle-track,
"Per quando noi non ci saremo", è un pezzo che ha musica ma non cantato, bensì recitato, da un attore del quale ormai non si ricorda nemmeno più il nome.
Ultima nota da segnalare è la particolarità di
"Baradukà", un pezzo strumentale molto particolare.
È con questo album che i Nomadi cominciano il loro lungo cammino, sul quale nessuno avrebbe scommesso... forse neanche loro. Ma i Nomadi, già con "Per quando noi non ci saremo", riuscirono a distinguersi dalla massa, per poi diventare negli anni a venire più che un gruppo, una vera e propria Idea.

 

- LA RECENSIONE DI MARTA

 

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