CON ME O CONTRO DI ME (2006)

Titolo: Con me o contro di me

Anno: 2006

Casa discografica: Atlantic

Tipo: Inedito

Valutazione personale (da 1 a 5): 

 

I Nomadi:

Beppe Carletti - Tastiere
Cico Falzone
- Chitarre
Daniele Campani
- Batteria
Danilo Sacco
- Voce
Massimo Vecchi
- Basso e Voce
Sergio Reggioli
- Violino e Percussioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le canzoni:

- Dove si va (Carletti - Cattini - Sacco - Vecchi)

- Occhi aperti (Cerquetti - Mei - Falzone - Carletti)

- Non è un sogno (Vattai - Vecchi - Carletti)

- Con me o contro di me (Cattini - Carletti - Salvatori - Campani - Sacco)

- Ancora non so (Cerquetti - Mei - Carletti - Vecchi)

- Status Symbol (Cerquetti - Mei - Falzone - Carletti)

- Ci vuole distanza (Cattini - Carletti - Vattai)

- L'aviatore (Cerquetti - Mei - Campani - Carletti)

- Ricomincia così (Pigozzo - Pietrogrande - Carletti - Reggioli)

- L'ultima salita (Dapit - Carletti - Liverani)

 

 

Recensione: È senza dubbio uno dei migliori lavori del gruppo. Nel post-Augusto è l'unico che può tener testa allo straordinario "Una storia da raccontare", e questo è tutto dire. È l'album di "Dove si va", la canzone con la quale i Nomadi hanno partecipato al 56° Festival di Sanremo, vincendo la categoria gruppi, arrivando ad un soffio dalla vittoria finale. Non si può dire, però, che sia l'album della "maturazione", perché dirlo a un gruppo come i Nomadi, con 43 (quarantatre!) anni di storia alle spalle, sinceramente mi metterebbe a disagio. Non si può, però, a mio parere, non sottolineare che questo è un album dagli arrangiamenti perfetti, azzarderei il migliore della storia. Straordinarie le esecuzioni di tutte e dieci le canzoni, dalle più forti alle meno forti c'è sempre qualcosa da ascoltare e riascoltare. Non si può dunque che promuovere a pieni voti questo disco, il trentesimo della lunga e gloriosa storia del, credo si possa dire senza presunzione, più grande gruppo musicale della storia italiana.

Passiamo adesso ad analizzare tutto il contenuto del disco, che, comunque, per quanto riguarda l'artwork perde il confronto con il precedente "Corpo Estraneo", ma poco male... l'importante è il contenuto.

Il disco si apre con la pluripremiata sanremese "Dove si va", una canzone che già dal primo ascolto prende e convince. Bella la chitarra solitaria di Cico che introduce un pezzo dal testo molto attuale, impegnato (alla "Nomadi"), per poi sfociare in un ritornello riuscitissimo. Sul palco dell'Ariston la canzone era accompagnata da immagini in linea con il testo, e credo sia stata una delle cose più belle del Festival, insieme, ovviamente, all'interpretazione in coppia con il grande Roberto Vecchioni.

In "Occhi aperti" troviamo il primo intervento del jazzista Paolo Fresu, che rende il pezzo (già buonissimo di per sé) dal sound gradevole e originale. È una canzone che ha anche un testo niente male, e che dunque è uno dei punti forti dell'album.

Ma di punti forti "Con me o contro di me" ne ha tanti. Anche "Non è un sogno", la prima delle due canzoni cantate da Massimo, è un brano molto buono, con un intro di Beppe che quasi richiama le atmosfere del rock progressive, e che, come in tutto l'album, è sempre accompagnato da una musica "piena" e perfettamente eseguita.

La quarta canzone è una delle più belle del disco, e a mio parere dell'intero repertorio Nomade. "Con me o contro di me", che dà anche il titolo all'album, è un pezzo con un'atmosfera bellissima, che comincia in maniera soft (magica) per poi esplodere in un trionfo di rock puro... con un Cico sempre più protagonista e un Danilo che ormai non ha più bisogno di conferme. Anche il testo è molto particolare, da ascoltare e interpretare con attenzione, in un mondo nel quale ormai tutto o è bianco o è nero, nel quale, come dice la canzone dei Nomadi, o si è con o contro. Questo brano, poi, se l'è "giocata" con "Dove si va" per la partecipazione al Festival di Sanremo. Come sarebbe andata con "Con me o contro di me"? Difficile, impossibile dirlo. Resta comunque il fatto che "Dove si va" ha fatto molto bene ed è un pezzo di pregevole fattura, e "Con me o contro di me" avrebbe forse potuto fargli guadagnare qualche punto soltanto sulla qualità totale della canzone e sull'atmosfera che avrebbe potuto creare; ma al Festival, come vediamo ormai da anni, in materia di qualità non credo siano molto esigenti... e dunque "Dove si va" è un pezzo fin troppo bello per la manifestazione.

"Ancora non so" è uno dei brani meno forti del disco, ma non di certo debole. Buono l'inciso e, come sempre, belli gli arrangiamenti.

"Status Symbol" è il pezzo "Hard Rock" del disco, che bissa "L'ordine dell'alto" del precedente album. Sound aggressivo, con la chitarra di Cico più rock che mai, a tenere alta la canzone dall'inizio alla fine. Buono anche il testo, che prende in giro alcuni status symbol attuali, come ottima la scelta di scegliere un soggetto maschile per la canzone, laddove altri avrebbero (e hanno) scelto un soggetto femminile, alla "velina", per così dire. Quindi originali anche in questo, a mio parere.

Il brano che viene subito dopo è uno dei più belli del disco. È una canzone d'amore, ma non come le solite canzoni d'amore italiane. Paolo Fresu, poi, è eccezionale... "Ci vuole distanza" è una canzone dei Nomadi che dai Nomadi non ci saremmo mai aspettati... eppure è là. Un arrangiamento (scusate se mi ripeto) bellissimo, un ritornello molto semplice ma godibilissimo... con un Danilo sempre in gran forma... bellissima!

Eccoci a "L'aviatore". Un testo futuristico che porta i Nomadi ancora una volta a meritarsi il titolo di originalità. La canzone è proiettata in un futuro speriamo molto lontano, con una musica bellissima che lo accompagna dalla prima all'ultima parola. Bello il ritornello, come bello è tutto il resto. Con questa canzone i Nomadi vanno a toccare temi vicini alla intramontabile "Noi non ci saremo", ma in un'ottica molto diversa. Il finale lascia sicuramente di stucco...

"Ricomincia così" è una canzone che all'inizio non mi convinceva tantissimo, anche perché il testo ci dice cose già dette in decine e decine di canzoni del gruppo. Ma alla fine la canzone viene fuori con una musica che anche qui, in questo tipo di canzone, non ti aspetti, con un Cico sempre protagonista.

L'album si chiude con "L'ultima salita", dedicata a Marco Pantani e alla sua tragica storia. Anche qui è tutto buono... dall'inizio alla fine, dalla musica (bellissimo il ritornello) alle parole. Nel finale bella la fusione nel ritornello della chitarra di Cico con la voce di Danilo che poi va a riprenderlo. Finezze che rendono un disco eccellente.

Davvero un grandissimo album, questo, che supera di molto il precedente e molti, molti degli altri. Se i Nomadi continuano a suonare in questa maniera (e ne hanno ovviamente tutte le possibilità) questo è un gruppo che avrà ancora tanto, tantissimo da dire agli amanti della buona musica.

Ecco dunque un disco che non t'aspetti da un gruppo che ha 43 anni di storia alle spalle, che da questi anni prende soltanto l'esperienza e tira fuori dal cilindro un lavoro di magistrale fattura e profonda originalità.

Complimenti ai Nomadi, nulla da aggiungere...

Guido Pacitto

- LA RECENSIONE DI MARTA           

- LA RECENSIONE DI STEFANIA

 

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